Il telegiornale e noi

Talvolta accade che i nostri incubi peggiori si avverino appena oltre la soglia di casa: un figlio che esce sorridendo per non più tornare.

Combatto, in questi momenti, con il mio bisogno di difendermi da questo dolore reale – perchè è accaduto, è vero, è poco lontano da me lo dice il TG adesso – e quello che sento, invece,  un doveroso immergermi in esso.

Doveroso come essere umano, madre, cittadina, per sensibilità ed etica, per senso civico e non so cos’altro.

E’ giusto difendersi ? Questo egoistico girare il viso da un’altra parte non fa di me una sottospecie umana?

Me lo domando ad ogni link di guerra sul social, ad ogni immagine di violenza, ad ogni muto rimprovero al mio ritrarmi.

E ricordo un brano di Brizzi :

Spesso iniziamo a pensare a disgrazie che possono capitare ai figli o al partner, o al pianeta intero, quindi ci sentiamo ansiosi, frustrati o impotenti. Le immagininazioni che alimentano la paura di essere traditi sono altrettanto dannose. Ogni volta che ci sorprendiamo in una immaginazione negativa questa va scrollata di dosso con decisione e buttata dove le spetta: nel cesso. Ad esempio in questo periodo la frustrazione e il senso di impotenza per quanto accade nel mondo sono forme di sofferenza molto diffuse. Esse sono completamente inutili e dannose: se possiamo fare qualcosa per gli altri o per il pianeta smettiamo di piangere e iniziamo a farlo oggi stesso; se invece la nostra posizione non ci consente di fare qualcosa per il pianeta smettiamo di piangere e facciamo qualcosa per chi ci circonda.”

Lavorare sul nostro dolore non credo sia, oggi, un atto di egocentrismo o di distacco. Noi siamo parte del mondo, esattamente come ogni essere che lo abita e siamo legati gli uni agli altri dal corpo energetico che chiamiamo Vuoto.

Ogni mutazione di uno dei corpi, mentali e non, si trasmette all’altro attraverso questo erroneamente definito Vuoto.

Lavorare sul nostro dolore, sulla nostra frustrazione per la perdita di una o più vite – per accidenti o guerre o fatalità – è l’unica cosa che possiamo fare per operare un cambiamento, se non ci troviamo materialmente nella condizione di poterlo fare  nel luogo e nella situazione.

E tale mutazione non può avvenire se in quel dolore ci ribagnamo e ci avvoltoliamo levando alti lamenti come in cori di tragedia. 

I nostri lamenti non risveglieranno i morti nè fermeranno le mani assassine, se mani assassine ci sono.

Chiusi nel silenzio della nostra anima lasciamo che il dolore ci raggiunga e attenda la nostra capacità di trasformazione.

E’ l’unica cosa che possiamo fare e Dobbiamo farla, non c’è scelta.

Alle madri le lacrime e lo strazio al quale non possiamo giungere nemmeno se ci strappassimo capelli e vesti.

A noi il lavoro incessante sull’energia, il titanico lavoro di sollevare, tutti insieme, il livello delle nostre consapevolezze, per chi ci crede.

La trama e l’ordito per tutto quello che verrà.

 

 

La Magia ha il potere di esplorare e penetrare le cose che sono inaccessibili alla ragione umana. Perché la Magia è una grande saggezza segreta esattamente come la ragione è una grande follia pubblica.
Paracelso, De Occulta Philosophia

Introitus

( sul significato del lavoro magico/alchemico )

La magia non è una superstizione degli antichi né una curiosità intellettuale per i salotti moderni; diventare mago non significa smettere di tagliarsi la barba, addobbarsi con paramenti di dubbio gusto estetico e imparare a memoria delle formule da recitare in stanze semi-buie di fronte a un altare… possibilmente con una donna nuda sdraiata sopra… come si ostinano a raccontare i cosiddetti esperti di magia – i quali d’altronde fanno quello che possono con il materiale cerebrale che la natura ha messo loro a disposizione!
La magia concerne innanzitutto lo spalancarsi della coscienza del singolo individuo a nuove dimensioni e il conseguimento da parte sua di determinate facoltà sopranormali. Cerimoniali, formule e incantesimi – seppur indispensabili – costituiscono in fondo gli elementi più tecnici e grossolani dell’Arte. È giunto il tempo di distogliere lo sguardo da questi aspetti della magia che, per quanto possano veicolare conoscenze antiche e occulte, restano pur sempre relegati nella sfera dell’esteriorità, soprattutto se messi a confronto con tutta la somma di acquisizioni concernenti l’interiorità dell’individuo e la possibilità di una sua conversione in Uomo Nuovo.

Il mago/alchimista è un uomo che decide di affrontare un lavoro di tipo psicologico ( psyché=anima ) per trasmutare radicalmente la propria coscienza. Egli mira in primis a ottenere la   c o n o s c e n z a   – intesa non come acquisizione intellettuale, bensì identificazione completa con l’Uno – e, in seguito, l’immortalità e la capacità di comandare su certe forze che dimorano nel mondo astrale allo scopo di agire esotericamente sulla realtà materiale. Il che è esattamente ciò di cui parla Crowley nella sua famosa definizione: La concezione fondamentale della Magia è porre il Mago in condizione di influenzare il regno che sta aldilà delle apparenze, in modo che egli possa trasformare tali apparenze.

Non si vede la ragione per cui a una persona che vuole diventare ingegnere, filosofo, avvocato o gastronomo debba essere fornita in apposite università tutta la documentazione e l’esperienza dei “maestri” del settore atta a produrre nell’aspirante la giusta conoscenza e quindi a fornir lui i corretti metodi operativi, mentre per quanto concerne essenziali sfere del sapere quali sono l’Astrologia, la Magia e l’Alchimia regnino da incontrastate sovrane la confusione, l’approssimazione e l’incapacità di discernere l’indispensabile dal superfluo.
Un testo dove l’autore esprime il proprio punto di vista sulla Magia – fondandolo non su una sperimentazione alchemica interiore ma solo sull’acquisizione esteriore di materiale intellettuale proveniente da svariate fonti – non può certo venire considerato un testo alchemico, cioè uno scritto dove vengono esposte   v e r i t à   e non   o p i n i o n i   circa i temi trattati.
Non è sufficiente leggere libri antichi e meditarci sopra per comprendere la magia. Essa va praticata! Ma ciò non lo si fa limitandosi a prendere parte a pompose cerimonie, bensì attuando la trasmutazione di sé per mezzo di tecniche occulte vecchie di millenni. E a nulla vale dare vita a un nuovo credo o movimento esoterico se non si è prima stati in grado di operare tale trasmutazione all’interno di sé.
Nella nebulosa epoca moderna un qualunque filosofastro millantatore può sentirsi in diritto di espellere dalla propria mente un trattato sull’Alchimia o sulla Magia pur non avendo mai acquisito egli stesso nella pratica un determinato indispensabile grado di   r i s v e g l i o   interiore.

La presente opera si ritiene un testo alchemico proprio in quanto non intende esprimere ipotesi od opinioni, ma verità certe e provabili. Ovviamente l’unica prova circa la veridicità delle affermazioni che qui si fanno solo il lettore può fornirla a se stesso, in quanto essa non potrà mai venir data dall’esterno sotto le sembianze di una formula matematica.
Ciò significa che l’aspirante, sperimentando su di sé con costanza e determinazione i metodi qui proposti, potrà guadagnarsi egli stesso l’accesso a nuove dimensioni della coscienza e alle forze archetipali che abitano i mondi spirituali, verificando da sé l’esistenza sia delle prime che delle seconde, senza doversi affidare alle parole di altri e rimanerne quindi sempre succube. Egli, praticando e sperimentando, potrà imparare a distinguere fra ciò che è un’esperienza della realtà spirituale e ciò che invece è unicamente una visione frutto di momentanea allucinazione mentale.
L’Astrologia, la Magia e l’Alchimia non fanno parte della superstizione o della fantasia di uomini vissuti in altre epoche, esse sono scienze che, se correttamente applicate, trasformano l’individuo in qualcosa di superiore.
Se le nozioni qui esposte non fossero totalmente verificabili nella pratica l’intero scritto non avrebbe alcun valore! Al praticante viene data la straordinaria possibilità di costruirsi un « corpo dell’anima », detto anche « corpo di gloria » o « corpo causale », e di ottenere così la « coscienza extracerebrale » – il che è ben diverso dall’accontentarsi di   c r e d e r e   nel corpo dell’anima. Gli viene così presentata l’occasione di poter toccare con mano la propria raggiunta immortalità – il che è ben diverso dal limitarsi a   c r e d e r e   o sperare nell’immortalità.

Il mago/alchimista è un individuo che non si ferma all’acquisizione intellettuale di conoscenze o alla partecipazione a rituali, ma decide di lavorare su di sé per ottenere una reale trasformazione della propria coscienza; egli provoca una vera deflagrazione del proprio essere che è costretto a mutare in qualcosa di nuovo e sconosciuto. L’energia che lo muove è una indicibile sete di conoscenza che lo porta a desiderare con tutte le forze di poter “toccare” Dio, fino ad annullarsi in Dio egli stesso e scomparire in quanto individuo separato.

Fonte del testo:
LA PORTA DEL MAGO
Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007)

E’ fondamentale realizzare che gran parte dell’operatività è volta a sollecitare, estendere e raffinare la p r e s e n z a  di sé, e non a perderla con frequenti stati di smarrimento, beatitudine, estasi o simili. L’operatore ricerca le esperienze enstatiche, che sono realtà non ordinarie entro di sé, anziché le esperienze estatiche, che sono realtà non ordinarie fuori di sé.
Giorgio Sangiorgio, Agricoltura Celeste

Obiettivi dell’Alchimia

L’Alchimia persegue i seguenti obiettivi (la Triplice Corona Regale):
1 · Fare sì che l’alchimista si identifichi con la Volontà Divina, o l’ntelligenza della Natura (divenire la Coppa del Graal).
2 · Portare l’alchimista a uno stato di coscienza di perenne innamoramento nei confronti della Vita e serenità interiore (fabbricare il Lapis Philosophorum).
3 · Permettere all’alchimista di divenire un « mago », cioè liberare la propria coscienza dalla « gabbia psichica » nella quale è trattenuto in questa sistema sociale, conseguire l’immortalità, invocare entità dai piani spirituali, acquisire il potere di trasmutare i blocchi della propria psiche (possedere la Lancia di Longino).

L’alchimista lavora tutta la vita al fine di conseguire tali qualità:
1 · La liberazione dalla schiavitù psichica. La gabbia psichica nella quale siamo invischiati coinvolge i nostri tre corpi: fisico, emotivo (astrale) e mentale. Chi governa in maniera occulta il mondo ci tiene prigionieri attraverso i pensieri, le emozioni e le malattie fisiche (che sono una conseguenza delle emozioni negative). I pensieri vengono controllati attraverso l’educazione scolastica e l’azione dei mass-media. Le emozioni quali paura, senso di impotenza, malcontento e desiderio di vendetta vengono pianificate a tavolino e divulgate per mezzo di trasmissioni televisive e telegiornali. Il sistema immunitario viene indebolito attraverso l’inquinamento atmosferico, l’alimentazione, i vaccini e i farmaci. Liberarsi significa indentificarsi con l’anima immortale, aldilà dei tre corpi della personalità.
2 · L’immortalità della coscienza. Egli è morto alla sua personalità ed è rinato come anima immortale. La sua volontà è ora identificata con l’Unica Volontà. Da ciò deriva che alla morte del corpo fisico il Mago se ne distacca senza perdere coscienza e prosegue la sua vita nei mondi spirituali dove lo attendono altri compiti. Se giunge al termine dell’Opera, spiritualizza la materia stessa del suo « corpo di carne » portandolo su una più elevata frequenza vibratoria (risurrezione della carne).
3 · La serenità interiore. Ha sciolto i suoi blocchi psichici, vive quindi la sua quotidianità nella Gioia, invaso da un costante senso di innamoramento nei confronti di tutti gli uomini e di tutto ciò che lo circonda, conseguenza del suo percepirsi “uno con tutte le cose”. L’Amore è per lui la Legge, l’Amore al servizio della Volontà superiore (“Love is the Law, Love under Will.” Aleister Crowley).
4 · L’attitudine a « servire ». Essendosi egli identificato con la Volontà Divina stessa, tutti i pensieri, le parole e le azioni non gli appartengono più. L’Uno opera attraverso di lui. A questo punto la sua vita diverrà inevitabilmente una continua tensione verso il miglioramento delle condizioni dell’umanità, non perché se lo imponga, ma unicamente come conseguenza del suo agire in questo nuovo stato di coscienza.
5 · La guarigione. Egli guarisce il suo corpo quando questo si ammala, ma, soprattutto, può prevenire ogni male fisico lavorando assiduamente sulla trasmutazione dei suoi pregiudizi e delle sue emozioni negative. A un certo grado di iniziazione può usare il Fuoco per favorire la guarigione negli altri esseri umani.
6 · Il potere di dominare la materia fisica – divenendo, almeno potenzialmente, capace di operare la trasmutazione dei metalli – e il potere di invocare e governare entità che vivono su altri piani. Entrambi questi due poteri gli sono conferiti dalla capacità di governare e trasmutare innanzitutto gli elementi psichici all’interno di sé.
7 · La chiaroveggenza. L’alchimista percepisce per empatia – attraverso l’uso del Cuore, con un atto d’amore – il significato nascosto dell’anima di chi gli sta di fronte, cioè la particolare qualità che quell’anima è venuta a esprimere sulla Terra. Come conseguenza di ciò può anche divenire in grado – ma non è detto che accada a tutti – di cogliere i mondi spirituali durante il suo normale stato di veglia, e può dunque osservare i corpi sottili degli altri uomini scorgendone le emozioni, i pensieri e in alcuni casi anche la storia passata e futura. Può praticare la telepatia. Egli può anche divenire cosciente nei propri corpi sottili e assumerne il completo controllo. Ciò significa che il mago può abbandonare il suo corpo fisico e spostarsi in quelli superiori (es.: il corpo astrale utilizzato nello « sdoppiamento astrale ») utilizzando coscientemente tali veicoli per viaggiare nelle dimensioni spirituali.

Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli.

Lc 10,18-20

Immagine

http://risvegliati.altervista.org/larte-alchemica/

digressioni sull’alchimia

Primi passi: corpo e mente strumenti di realizzazione

La ghiandola pineale (o sesto sigillo) governa il nostro sistema nervoso centrale. Essa raccoglie ogni frequenza del pensiero che ha ricevuto, l’amplifica ulteriormente e la mette in circolazione attraverso il sistema nervoso centrale, lungo la spina dorsale che per l’elettricità del pensiero è come un’autostrada. La corrente elettrica proveniente dalla pineale scorre attraverso il liquido acquoso del sistema nervoso centrale lungo la spina dorsale e poi attraverso i Centri di Coscienza (Chakra) ed i nervi fino ad ogni cellula del corpo.

Ogni cellula del nostro corpo è alimentata, attraverso la circolazione del sangue, dai gas che derivano dall’azione degli enzimi sui cibi. La corrente elettrica del pensiero entra nelle strutture cellulari come una scintilla di luce. La scintilla infiamma la cellula e con ciò il gas si espande, permettendo alla cellula di duplicarsi in un processo di clonazione, consentendole così di creare un’altra cellula e di rigenerarsi. In questo modo tutto il corpo è nutrito da un unico pensiero. La vita diventa sostanza nelle strutture molecolari del corpo, attraverso gli effetti di tutti i pensieri che ci permettiamo di ricevere in ogni momento della nostra esistenza.

Mentre i pensieri nutrono ininterrottamente ogni cellula del nostro corpo, tutto il corpo reagisce ai loro impulsi elettrici. In questo modo l’effetto del pensiero viene sperimentato in ogni cellula e crea un sentimento, una sensazione nel corpo. Questo sentimento viene poi inviato alla nostra anima per esservi registrato.

La nostra anima è un grande registratore, un computer imparziale, che codifica con precisione scientifica ogni sentimento che sperimentiamo nel corpo.

Quando sentiamo un’emozione, avvertiamo un pensiero che ha colpito la struttura di luce del nostro essere, che è stato accettato dal nostro cervello e mandato attraverso il sistema nervoso centrale ad ogni cellula del nostro corpo, dove produce una sensazione. L’anima registra questa sensazione come sentimento, come emozione, per poterla poi ritrovare. E’ ciò che chiamiamo “memoria”.

La memoria non si può misurare, è un’essenza. Essa non è uno strumento di consultazione visivo, ma emozionale. E’ l’emozione che crea l’immagine visiva. L’anima non registra immagini o parole per ricordarle, conserva le emozioni relative a queste stesse immagini e parole.

L’anima prende il sentimento creato dal pensiero e sperimentato in tutto il corpo e cerca qualcosa di simile nella banca dati della propria memoria; cerca qualcosa che le parti del cervello, che presiedono al pensiero logico (l’emisfero sinistro della corteccia cerebrale, sede dello “intelletto”), possano riconoscere per selezionare una parola capace di descrivere il sentimento.

Come viene realizzato e conosciuto un pensiero? Attraverso il sentimento. La conoscenza è totalmente sentimento. Non si può conoscere il pensiero di qualcosa prima che sia stato “sentito”; solo allora esso avrà un’identità. Conoscere un pensiero significa accettarlo nel nostro cervello e poi permetterci di sentirlo, vale a dire farne esperienza in tutto il nostro corpo. Conoscere non significa dimostrare qualcosa, ma sentirla.

Il Risveglio di Adamo ed Eva

http://www.youtube.com/watch?v=OtNr_YUeA88

http://www.youtube.com/watch?v=UneO7LCLxBU

Anima e Ghiandola Pineale

Nel XVII secolo Cartesio individuò nella ghiandola pineale la sede dell’Anima.

Anche Descartes ritiene l’epifisi sede dell’anima. Per il filosofo e matematico francese, la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove anima (res  cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, in quanto unica parte dell’encefalo a non essere doppia. Si potrebbe ritenere dunque che l’epifisi, come il D.N.A., sia un medium tra enti ontologicamente diversi.

Mentre nel 1974 il Premio Nobel Julius Axelrod dimostrò che la pineale è un trasduttore neurochimico capace di trasferire le informazioni dei fotoni sulla vita biologica.Anche gli impulsi magnetici, termici e addirittura sonori sono capaci di influenzare la produzione di melatonina, così come la quantità di serotonina, GABA e dopamina, in stretta relazione con gli stati emotivi.

 Dal punto di vista strettamente fisico essa, nell’alternanza di buio-luce secerne a melatonina che sembra  svolga una funzione protettiva nei confronti dei radicali liberi. Essa possiede anche altre proprietà terapeutiche: è efficace contro certe forme di insonnia e contro alcuni tumori. 

Da un altro punto di vista, quello che a me interessa di più in questo momento, era considerata un ricevitore cosmico : una sorta di  emittente e destinatario di informazioni multidimensionali provenienti dalla Sorgente.

Essa era ed è il “terzo occhio” di antiche tradizioni poichè,  una volta attivata diviene l’interfaccia con la nostra coscienza conferendo la “vista interiore”, cioè il dono di ripercorrere le precedenti esistenze e riepilogare il rapporto karmico che conduce alla reincarnazione, oltre alla capacità di identificarsi con il Principio vitale cosmico e di accedere ad una moltitudine di poteri psichici.

Mi sembra di individuare, ma è un’opinabile parere di una neofita, nella Pineale, quindi la Sede del Potere.  Pare, tra l’altro, che in situazioni critiche, estreme e di coscienza alterata essa secerna una sostanza che che  ” faciliterebbe l’accesso della coscienza a specifici stati mistici o psichedelici” (studi di Rick Strassman).

Questo è, a mio parere,  potere che ci è stato sottratto con attenzione e massima cura da non meglio identificati  Grandi Maestri che, depauperando la massa di tali capacità, l’ha indebolita e resa facilmente dominabile ove non, addirittura, schiava. 

Vari sono i metodi che possono indurre la Pineale ad un mal funzionamento , agevolando una sua naturale calcificazione dal sesto anno di vita in poi. Fra questi la somministrazione di alcune sostanze come il Fluoro, il Mercurio, Pesticidi oltre all’esposizione a campi di 60 Hz (esattamente il tipo di corrente che fluisce attraverso la nostra rete elettrica).

http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/ciencia_brain38.htm#Commento%20di%20Marielalero

Contrastare questo si può con l’integrazione nella dieta di Clorella e Spirulina, zolfo organico, cioccolato grezzo, acido citrico, aglio, olio di origano, aceto di mele, vitamine K1 e K2. Magari bevendo acqua distillata ma su questo ho una serie di dubbi quindi è un suggerimento che prendo cum grano salis.

Tutto questo fa parte degli scogli che incontriamo nel cammino di applicazione della Legge di attrazione? e se è così non è giunto il momento di “prendere il toro per le corna” e partire dalla base per giungere alla Luce?

Continuerò a cercare di capire 🙂

http://realtofantasia.blogspot.it/2013/08/viaggio-alla-scoperta-della-ghiandola.html

http://laconsapevolezza.wordpress.com/2013/07/13/ghiandola-pineale-la-sede-dellanima-4/